Il
cervello umano è costituito da due emisferi con proprietà ben
definite. Mentre l'emisfero destro rappresenta le abilità
artistiche, le emozioni e la memoria, il sinistro aiuta nel
ragionamento logico e nella formulazione di un linguaggio elaborato.
Quando siamo svegli l'emisfero sinistro è predominante, nel sonno e
nei momenti di pericolo (vero o presunto) entra invece in azione
l'emisfero destro o parte istintiva. Quando
una persona è ben sveglia, si può riscontrare nel cervello una
debole emissione di corrente elettrica (10 ai 20 mV) che tende ad
ampliarsi e ridursi da 10 a 40 cicli per secondo (cps) creando le
cosiddette "onde beta". Nel
rilassamento questa attività diventa più regolare ed il ciclo si
riduce da 8 a 13 cps, questa condizione prende il nome di "onde
alfa". Tra
la veglia e il sonno, compare uno stato di transizione definito
"ipnagogico" in cui molte persone hanno delle immagini
mentali molto vivide. Quando compare il primo sonno alle "onde
alfa" si aggiungono le piccole "onde theta" (tra i 4 e
i 7 cps) e le "onde alfoidi", simili ma più lente delle
"onde alfa". Quando
arriva il sonno profondo appaiono le "onde delta" che
presentano un maggior voltaggio (100 microvolt o più) e sono molto lente (1 cps o meno).
Tavola
riassuntiva degli stati di coscienza
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ONDE
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VIBRAZ/SEC.
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COSCIENZA
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EMISFERO
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LIVELLO
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Gamma
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30 - 40
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di veglia
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sinistro
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conscio
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Beta
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13 - 30
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di veglia
|
sinistro
|
conscio
|
|
Alfa
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8 - 13
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occhi chiusi
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sinistro
|
conscio
|
|
Alfa
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7 - 8
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dormiveglia
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destro
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subconscio
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Theta
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4 - 7,9
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sonno leggero
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destro
|
subconscio
|
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Delta
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1
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sonno pesante
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destro
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inconscio
|
Onda Gamma stati di particolare tensione
L’EFFETTO ISAIA. antica saggezza, tecnica perduta della preghiera meditativa come strumento di creazione dell’orizzonte degli eventi.
L’EFFETTO ISAIA. antica saggezza, tecnica perduta della preghiera meditativa come strumento di creazione dell’orizzonte degli eventi.
L’effetto Isaia ” ipotizza
l’esistenza di una scienza perduta, di una tecnologia capace di
produrre il potere di dirigere gli avvenimenti. (universo degli
eventi possibili , paralleli).
L’autore arriva a questa conclusione esaminando i testi antichi, soprattutto quelli profetici.
La profezia e’ una scienza che ci permette di
accedere alle future conseguenze di scelte che facciamo nel presente. Accanto alla profezia si pone però un’altra scienza perduta, la
tecnologia della preghiera, che ci consente di scegliere quale
profezia futura vivremo. Sono soprattutto il manoscritto di Isaia ed i testi Esseni, che ci
fanno comprendere come nelle mani dell’umanità’ sia racchiuso un
enorme potere, che aspetta di essere utilizzato. Anche qui bisogna risalire, per comprendere meglio, ad una
concezione diversa del concetto di tempo. Gli antichi consideravano il tempo come un
sentiero che puo’ essere percorso in due direzioni, all’indietro
e in avanti; essi inoltre percepivano le loro visioni come possibilità che si
sarebbero attuate se le circostanze presenti non fossero state
cambiate. Le profezie non erano, quindi, condanne a breve o a lunga
scadenza, ma avvertimenti che avevano lo scopo, quando riguardavano
fatti negativi, di indicare che bisognava cambiare rotta proprio per
evitarli. La concezione antica del tempo viene ora suffragata dalla scienza
quantistica che ammette la possibilità di eventi diversi nello
stesso momento. La teoria quantistica postula una realta’ tutta costituita da
quanti, ossia da quantita’ discrete di radiazioni
elettromagnetiche. In sintesi, brevissime e rapidissime esplosioni di luce,
pulsazioni luminose, onde radianti, mosse da forze non fisiche. Nella
fisica dei quanti e’ possibile che due atomi occupino lo stesso
spazio nel medesimo momento: questo fenomeno viene denominato
-condensato di Bose – Einstein. Altri scienziati come Statinover hanno effettuato altri studi
sull’atomo giungendo alla conclusione che esistono condensati piu’
grandi comprendenti molti piu’ atomi. Scienziati come Wolf e Feynman hanno relazionato quest’aspetto
della quantistica con la vita quotidiana, ipotizzando l’esistenza
di molteplici risultati possibili per ogni singolo evento. Questa ipotesi implica che ogni possibilita’ sia gia’ stata
creata ed e’ presente nel nostro mondo. Il nostro mondo e’ fatto della stessa sostanza, cioe’ di
pacchetti di luce che vibrano a velocita’ differenti e che sul
nostro piano tridimensionale si muovono lentamente dando forma,
secondo vibrazioni diverse, ma sempre tendenzialmente lente, alla
vita minerale, vegetale, animale, umana. Il resto dell’universo, che vibra a velocita’ sempre piu’
elevate, sfugge alla nostra percezione e da’ forma a piani
dimensionali diversi, in cui forse, per Braden, potrebbero esistere
le possibilita’ multiple. Riprendendo la teoria per cui nel piano divino tutta la realta’
e’ gia’ in essere, la tecnologia interiore della preghiera, che
corrisponde a grandi linee con le aspettative e la forza-preghiera di
cui parla Redfield, attira e mette a fuoco nel presente dei risultati
finali che sono gia’ previsti. Per quanto detto, il futuro non e’ deterministicamente
stabilito, ma puo’ essere cambiato; cio’ puo’ avvenire se si
attiva una forza sufficiente a far spostare la scelta su eventi
paralleli nei momenti in cui ci sono collegamenti nella rete degli
avvenimenti stessi. Hugh Everett III, fisico dell’universita’ di Princeton,
studio’ l’ipotesi di universi paralleli e chiamo’ “punto di
scelta” il momento in cui si poteva sovrapporre un effetto
all’altro nel corso di un evento. Il punto di scelta e’ la possibilita’ d’apertura di un
varco, di un ponte che permette di cambiare sentiero per passare al
risultato di un altro sentiero parallelo: in sintesi e’ un qualcosa che ci permette di
effettuare un salto quantico da una sequenza di effetti gia’
sperimentata ad una nuova sequenza dall’esito differente. E’ come se la stessa storia fosse stata scritta prevedendo
finali diversi: ad un certo punto ci troviamo nella biforcazione
multipla che ci permette di imboccare un risultato piuttosto che un
altro. Ad esempio, se sono entrata in un corridoio posso andare nelle
stanze che si trovano alla sua destra o alla sua sinistra, ma solo
alla fine del corridoio posso uscire e cambiare percorso, trovare un
bivio. Il fatto che la nostra concentrazione possa focalizzare un
avvenimento piuttosto che un altro, e’ pure consono alle scoperte
della nuova fisica, che ammette che l’esperimento, o anche la sola
osservazione dello scienziato, modifichi la realta’; la teoria della presunta oggettivita’ dell’osservatore in
campo scientifico e’ oggi del tutto superata dagli esiti della piu’
recente ricerca. Ritornando all’esempio dei corridoi o delle strade parallele,
Braden pensa che ci siano una molteplicita’ di queste strade e che
esse differiscano le une dalle altre per particolari, che potrebbero
sembrare del tutto insignificanti, ma che, per l’”effetto
farfalla” a lungo termine porterebbero a risultati completamente
diversi. Tuttavia, la cosa importante e’ che la differenza esista e cio’
ci porta a credere che se oggi, nel nostro presente, siamo capaci di
introdurre anche una piccola modifica, possiamo sfuggire all’effetto
delle profezie negative. Sembra che, usando il pensiero, il
sentimento e l’emozione uniti nella nostra preghiera, possiamo
attrarre i punti di scelta e cambiare i risultati previsti. Tutto cio’ in fondo porta alla conclusione che esiste un
nesso profondo tra i nostri pensieri collettivi, i nostri sentimenti
e le nostre aspettative e la realta’ esterna. Questo modo di
pensare era connaturato alla visione della vita degli Esseni, come si
rileva dai Vangeli esseni di 2.500 anni fa, i quali riflettono l’idea
che gli eventi esteriori sono il riflesso delle nostre piu’
profonde credenze interiori. Gli Esseni avevano una visione olistica della vita e, appunto per
questo motivo, consideravano gli squilibri della terra come specchio
degli squilibri del corpo fisico dell’uomo. In quest’accezione, per esempio, anche le catastrofi naturali, i
cambiamenti meteorologici sono specchi di grandi cambiamenti che
stanno avvenendo nella coscienza umana. Braden esamina le molteplici profezie sparse in testi di tutti i
generi e di tutte le epoche e trova che esse sono concordi nel
prospettare il nostro tempo come punto culminale di un’epoca, dopo
la quale ci sara’ un assetto del tutto nuovo. Moltissime profezie
concordano nel considerare, come anno iniziale del cambiamento –
che prevede l’attuarsi graduale di eventi catastrofici prima
dell’avvento del nuovo mondo – il 1998. Esistono in questo senso svariate predizioni: da Nostradamus a
Cayce, agli Hopi, ad Enoc, Giovanni, Isaia, ecc., che considerano i
nostri tempi come relativi alla fine di un ciclo. Questi veggenti (o profeti) insistono su predizioni di eventi
molto forti e sconvolgenti, pero’ poi presentano altre visioni di
pace e beatitudine che finora sono state lette secondo un’accezione
lineare del tempo, ma che forse andrebbero lette in maniera
differente. Tra i rotoli del Mar Morto e’ stato ritrovato “Il libro esseno
della Rivelazione” che sembra essere una versione dell’Apocalisse
di Giovanni, forse la sua versione originale, da cui discende quella
attualmente a noi nota. Nel testo l’Apostolo Giovanni chiede all’angelo che lo guida
il perche’ del verificarsi di quegli avvenimenti catastrofici e la
voce angelica risponde: “L’uomo ha creato questi poteri
distruttivi. Egli li ha forgiati con la sua stessa mente. Ha girato
le spalle alle (forze) angeliche del Padre Celeste e della Madre
Terra, e ha messo a punto la sua stessa distruzione”.
Due deduzioni mi sembra si possano trarre da queste parole:
1) il potere mentale umano collettivo e’ capace di rettificare,
di creare l’esperienza;
2) il male si attua come disattenzione delle Leggi Universali.
Ne consegue allora che bisogna imparare come usare coscientemente
questo potere alla luce della conoscenza della Volonta’ Divina,
cioe’ delle Sue Leggi. Ritornando a Giovanni, egli chiede
all’Angelo: “C’e’ speranza?”, e Questi risponde: “C’e’
sempre speranza” e gli fa vedere una visione di beatitudine e di
pace nel mondo. E ancora, a Giovanni, che chiede cosa bisogna fare perche’ si
realizzi la seconda possibilita’, la voce risponde che saranno i
viventi di quell’epoca a decidere gli avvenimenti: “Io daro’
generosamente all’assetato dalla fontana dell’acqua della vita”. Forse cio’ puo’ significare che chi si allineera’ con la
vita, con le sue leggi e non con il desiderio di distruzione,
realizzera’ concretamente e con pienezza quella stessa vita. La possibilita’ di mutare gli avvenimenti, che sembra si possa
dedurre dalla lettura dell’Apocalisse, emerge anche dalla Bibbia. Nella Torah, il matematico israeliano dott. Eliyahu Rips ha
scoperto una chiave matematica, che permette, con l’ausilio di un
complicato algoritmo, di calcolare gli eventi futuri.

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